
Immagine illustrativa
Dopo una grandinata forte gli installatori ricevono decine di chiamate. Nel luglio 2023, dopo le grandinate al Nord, Italia Solare parlava a LaPresse di una «marea di richieste», e chi aveva i pannelli rotti andava dall’installatore «come dal carrozziere».
Le grandinate di quest’anno
- 28 agosto 2026 · Cremona
Una supercella porta vento e grandine in meno di dieci minuti. Parlando dei danni agli edifici, il presidente della Provincia dice che metà dei pannelli fotovoltaici sul tetto sono danneggiati.
Leggi l’articolo su Il Giorno - 20 luglio 2026 · Cremasco e Mantovano
All’alba cadono chicchi fino a 7 centimetri tra Montodine e i paesi vicini. Coldiretti Lombardia segnala tetti di capannoni forati e pannelli fotovoltaici bucati.
Leggi l’articolo su Il Giorno - 25 agosto 2023 · Locarnese (Svizzera)
Chicchi da 5 a 7 centimetri. Una sola ditta riceve una cinquantina di richieste di controllo, e in una quindicina di casi i moduli sono da buttare.
Leggi l’articolo su RSI

Non tutti i danni si vedono
Uno studio della Vrije Universiteit di Amsterdam ha usato i dati dei sinistri di una grandinata del 2016 nei Paesi Bassi. I danni ai moduli venivano soprattutto da chicchi di almeno 3 centimetri. Da quella misura compaiono danni visibili e danni che a occhio non si vedono, mentre sopra i 4 centimetri crescono quelli visibili.
Il danno che non si vede di solito è una cella incrinata sotto un vetro intatto. Il modulo continua a produrre, ma meno, e la cella rotta si scalda più delle altre. In una foto normale il pannello sembra a posto, in termografia la cella danneggiata salta fuori.
Quando i danni sono evidenti, Swissolar consiglia di spegnere l’impianto e farlo controllare. Un vetro rotto lascia entrare l’acqua, e nei casi peggiori il danno al circuito può arrivare all’incendio.
La perizia per l’assicurazione
Per il sinistro serve un documento che dica quali moduli sono danneggiati, quanto e dove, firmato da un tecnico che ne risponde. La nostra perizia mette insieme tre cose:
- le foto da drone di tutta la copertura, per i danni visibili come vetri rotti e cornici piegate;
- la termografia con l’impianto in produzione, per le celle danneggiate che a occhio non si vedono;
- la mappa dell’impianto, con ogni modulo danneggiato indicato per campo, fila e posizione.
La perizia è asseverata: la firmano un ingegnere iscritto all’albo e un termografo certificato ISO 9712 di livello II. Alla compagnia e al suo perito arriva un elenco che si può controllare modulo per modulo, e l’installatore sa esattamente cosa sostituire.
Conviene farla presto, prima delle riparazioni e prima che altri eventi si sommino a quello della grandine.
Monitoraggio e termografia: il prima e il dopo
Una perizia regge meglio se c’è un confronto. Il monitoraggio mostra il giorno esatto in cui la produzione è calata, e lo lega alla data della grandinata. Se c’è una termografia fatta prima, per esempio quella periodica chiesta dalla linea guida antincendio a chi ha un’attività soggetta, si sa com’era l’impianto prima dell’evento. Con il prima e il dopo, è difficile contestare che il danno venga dalla grandine.
Per lo stesso motivo consigliamo di abbinare il monitoraggio a una termografia periodica anche quando non succede niente. Il giorno in cui serve, il confronto è già pronto.
Fonti
- Il Giorno, «Cremona riparte dopo la tempesta di vento e grandine», 5 settembre 2026.
- Il Giorno, «Violenta grandinata nel Cremasco e nel Mantovano, danni alle auto e ai pannelli solari», 20 luglio 2026.
- RSI, «Grandine eccessiva anche per i pannelli solari», 29 agosto 2023.
- LaPresse, «Clima, boom richieste per pannelli danneggiati da grandine: come dal carrozziere», 26 luglio 2023.
- pv magazine, «How big must hailstones be to damage PV systems?», 31 luglio 2023, sullo studio della Vrije Universiteit Amsterdam (2019).


