
Il tetto è quello di un edificio industriale, con due falde e 1.242 moduli. Nelle foto normali non si notava niente di strano. La termografia ha trovato 36 anomalie.
- 1.242
- moduli riconosciuti sull’ortofoto, per campo, fila e posizione
- 36
- anomalie confermate, nessuna visibile a occhio
- 13
- critiche, da sistemare subito
- +51,8 °C
- il salto termico più alto, su una sola cella

Il rilievo
Abbiamo volato con l’impianto in produzione e l’irraggiamento sopra gli 800 W/m² su tutte e due le falde: con meno sole le differenze di temperatura sono troppo piccole per vederle. Due voli, cinquanta minuti in tutto, 3.020 coppie di immagini termiche e normali. Nessuno è salito sul tetto e l’impianto non si è mai fermato.
Le immagini termiche sono sovrapposte all’ortofoto della copertura. Per ogni anomalia sappiamo quindi in che fila e in che posizione si trova il modulo.
Tre livelli di gravità
Un’anomalia entra nel referto solo se la vediamo in più immagini. Poi la classifichiamo:
- 13 critiche, da sistemare subito: punti caldi e connessioni che possono innescare un incendio.
- 13 di attenzione: difetti che peggiorano col tempo, da mettere in programma.
- 10 da seguire, da ricontrollare alla prossima ispezione.
Diciassette erano sporco
Per il proprietario la notizia migliore è che 17 anomalie su 36 dipendevano dallo sporco. Guano e depositi coprono poche celle, che si scaldano e in termografia sembrano guaste. Basta lavare quei moduli, senza cambiare niente.
Con lo stesso referto il proprietario sa quali moduli far lavare e quali far vedere al manutentore elettrico, e in che ordine.


