Coperture fotovoltaiche che prendono fuoco: da dove parte il calore

Tirano, Bolzano, Imola, Colico: i tetti fotovoltaici andati a fuoco, i difetti che di solito ci sono dietro e i controlli chiesti dalla linea guida VVF.

· Ing. Davide Giovinazzo

Termogramma da drone di una copertura fotovoltaica: le sottostringhe calde spiccano in giallo

D’estate si legge spesso di tetti con il fotovoltaico andati a fuoco. Le cronache parlano del rogo e quasi mai di cosa lo ha innescato. Quando facciamo una termografia su una copertura in esercizio, troviamo quasi sempre qualche punto che scalda più del resto, e di solito nessuno se n’era accorto.

Gli ultimi casi

  1. 22 agosto 2026 · Tirano (SO)

    Un tetto fotovoltaico prende fuoco in via Monte Padrio. I vigili del fuoco lavorano per più di due ore, e due anziani vengono soccorsi in codice rosso perché intossicati dal fumo.

    Leggi l’articolo su Valtellina Mobile
  2. 18 maggio 2026 · Bolzano

    Sul tetto di un ex magazzino ortofrutticolo brucia un inverter con il suo cablaggio. I vigili del fuoco smontano parte dell’impianto per essere sicuri che il fuoco non sia passato sotto l’isolamento del tetto.

    Leggi l’articolo su il Dolomiti
  3. 15 maggio 2025 · Imola (BO)

    Fumo nero dal tetto di un capannone in costruzione in via Selice. Secondo le prime informazioni l’incendio è partito dai pannelli fotovoltaici.

    Leggi l’articolo su il Resto del Carlino
  4. 1 agosto 2024 · Fontanafredda (PN)

    I vigili del fuoco salgono con l’autoscala sul tetto di un capannone con il fotovoltaico. Trovano un principio d’incendio in una centralina dell’impianto e lo spengono in pochi minuti, prima che arrivi al tetto.

    Leggi l’articolo su Vigili del Fuoco, Comando di Pordenone
  5. 28 luglio 2024 · Tirano (SO), Roncaiola

    Prende fuoco l’impianto fotovoltaico sul tetto di una casa. I vigili del fuoco arrivano in fretta e fermano le fiamme prima che passino alla copertura.

    Leggi l’articolo su Vigili del Fuoco, Comando di Sondrio
  6. 19 novembre 2023 · Colico (LC)

    Il rogo parte dentro uno stabilimento di riciclo e arriva al tetto, coperto di fotovoltaico. Bruciano almeno mille metri quadrati di pannelli.

    Leggi l’articolo su Il Giorno
Vigile del fuoco sul tetto di lamiera accanto ai pannelli fotovoltaici bruciatiPannello fotovoltaico bucato e annerito dal fuoco
Tirano (SO), 28 luglio 2024: i pannelli bruciati sul tetto della casa di Roncaiola. Foto Vigili del Fuoco, Comando di Sondrio, licenza CC BY 4.0.
Mezzi dei vigili del fuoco e autoscala alzata contro un capannoneVigile del fuoco sul tetto del capannone, tra le file di pannelli fotovoltaici
Fontanafredda (PN), 1 agosto 2024: l’autoscala e il tetto del capannone dove ha preso fuoco una centralina dell’impianto. Foto Vigili del Fuoco, Comando di Pordenone, licenza CC BY 4.0.
Vigili del fuoco sul tetto di una casa dopo l’incendio dei pannelli fotovoltaici; uno tiene in mano un pannello bruciato
Anterivo (BZ), 27 luglio 2025: i vigili del fuoco su un tetto dopo l’incendio dei pannelli. Quello sul colmo tiene in mano un modulo bruciato. Foto di Chiswick Chap, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Il Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco ha dedicato una relazione tecnica agli incendi degli impianti fotovoltaici. Tra le cause più comuni mette le connessioni allentate, poi i punti caldi sulle celle, i cavi con l’isolamento rovinato, i quadri di stringa e gli inverter che si surriscaldano.

Quattro difetti che troviamo spesso

Nessuno di questi difetti ferma l’impianto. Produce un po’ meno, e l’inverter non dà allarmi.

  • Connessioni che scaldano. Un connettore o un morsetto serrato male oppone resistenza e scalda ogni giorno di sole. Può andare avanti così per mesi prima di cedere.
  • Punti caldi sulle celle. Una cella rotta o in ombra si scalda molto più delle vicine, a volte di decine di gradi. Nei casi gravi si arriva all’innesco.
  • Cavi surriscaldati. Quando una linea ha una resistenza anomala, al rischio di incendio si somma quello elettrico.
  • Stringhe in bypass. Una stringa, o una sua parte, smette di produrre e l’inverter non lo segnala.

Un nostro caso

Su una copertura industriale con 1.242 moduli la termografia ha trovato 36 anomalie, e nelle foto normali non se ne vedeva nessuna. Tredici erano critiche: punti caldi e connessioni che possono innescare un incendio. Il proprietario ha avuto l’elenco dei moduli da sistemare subito, fila per fila. Il caso completo è nell’articolo 36 anomalie su 1.242 moduli.

Monitoraggio e termografia insieme

Il monitoraggio controlla la produzione tutti i giorni e si accorge quando una parte dell’impianto rende meno del previsto. Non può dire quale connettore sta scaldando: per quello serve misurare la temperatura sul tetto. Le due cose lavorano bene insieme:

  • il monitoraggio segnala il calo di produzione;
  • la termografia trova il modulo, il connettore o la stringa, con la temperatura misurata;
  • si interviene solo lì, e nei giorni dopo il monitoraggio conferma che la produzione è tornata normale;
  • una termografia periodica, anche senza segnalazioni, trova i difetti che scaldano prima che la produzione cali.

La linea guida dei Vigili del Fuoco

Dal 1° settembre 2025 è in vigore la Nota D.C.PREV. n. 14030, che riscrive le regole antincendio per il fotovoltaico. Vale per gli impianti installati su edifici che ospitano un’attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco, per esempio capannoni, depositi, alberghi, scuole, strutture sanitarie e superfici di vendita.

Chi ha già un impianto funzionante non deve presentare nuove pratiche, ma deve tenerlo sotto controllo nel tempo. In pratica la linea guida chiede:

  • una verifica documentata ogni due anni su giunzioni, serraggi e punti caldi;
  • un’ispezione termografica secondo la specifica IEC TS 62446-3;
  • il registro dei controlli aggiornato, come prevede il DM 1 settembre 2021;
  • una nuova verifica dopo ogni modifica, come un revamping, un ampliamento o un aumento di potenza.

L’obbligo è del titolare dell’attività, anche se l’impianto l’ha montato un altro. Sono esclusi gli impianti a terra, quelli plug & play e quelli sotto gli 800 W. I dettagli sono nella nostra guida alla linea guida antincendio.

La termografia, e perché va firmata

I difetti termici si vedono solo con l’impianto acceso e sotto carico. Con il drone riprendiamo tutta la copertura senza salire sul tetto e senza spegnere niente.

Per il registro dei controlli serve un documento che regga in caso di verifica. Nel nostro rapporto ogni anomalia ha la sua temperatura misurata e la sua posizione, fila per fila. Lo firma un ingegnere iscritto all’albo, termografo certificato ISO 9712 di livello II, e dentro c’è già l’estratto da allegare al registro.

Se non sai se la linea guida riguarda il tuo edificio, prova la verifica in tre domande: ci vuole un minuto.

Fonti

  • Valtellina Mobile, «Tirano, pannelli fotovoltaici in fiamme: Vigili del Fuoco al lavoro», 22 agosto 2026.
  • il Dolomiti, «Una grossa colonna di fumo nero dal tetto di un capannone, in fiamme l’impianto fotovoltaico», 18 maggio 2026.
  • il Resto del Carlino, «Incendio a Imola: fumo nero dal tetto di un capannone in via Selice», 15 maggio 2025.
  • Vigili del Fuoco, Comando di Pordenone, «Principio d’incendio sul tetto di un capannone», 1 agosto 2024.
  • Vigili del Fuoco, Comando di Sondrio, «Incendio di un impianto fotovoltaico a Tirano», 28 luglio 2024.
  • Il Giorno, «Incendio nel deposito: “Non aprite le finestre”», 20 novembre 2023.
  • Vigili del Fuoco, Nucleo Investigativo Antincendi di Roma, «Relazione tecnica coinvolgente impianti fotovoltaici», ripresa da Infobuild Energia il 26 ottobre 2015.
  • Nota D.C.PREV. n. 14030 del 1° settembre 2025 e Nota n. 14668 del 10 settembre 2025.
  • DPR 151/2011, Allegato I; DM 1 settembre 2021.

Altre notizie