
Una volta all’anno, due volte? Dipende dall’impianto. Due tetti nella stessa zona possono sporcarsi in modo molto diverso, e lo stesso tetto non si sporca uguale tutti gli anni. Gli studi pubblicati però dicono quali fattori pesano di più, e li abbiamo raccolti qui.
Cosa sporca i pannelli
- La zona. Contano le polveri nell’aria e quanto durano i periodi senza pioggia. L’Italia è tra i cinque paesi europei con le perdite da sporco più alte, e al Sud il picco arriva ad agosto.
- La pendenza. Sotto i 10° la pioggia lava poco. Sulle coperture industriali quasi piane l’acqua ristagna sul bordo basso e lascia una striscia di sporco, che toglie in media il 4,7% di corrente e in qualche caso arriva al 20%.
- Campi coltivati vicino. In due impianti di campagna in Puglia, lasciati circa un anno senza lavaggio, pulire ha fatto recuperare il 6,9% su terreno sabbioso e l’1,1% su terreno compatto.
- Ferrovie, cave, cantieri, industrie. Vicino ai binari la polvere dei freni resiste alla pioggia. In Svizzera una striscia sul bordo basso è arrivata a togliere il 10%.
- Uccelli e guano. Il guano non va via con la pioggia. Resta finché qualcuno lo toglie, e se ci rimane a lungo può rovinare il pannello.
- Alberi e pollini. In cinque impianti negli Stati Uniti, al picco dei pollini primaverili, le perdite hanno superato il 15%, e la pioggia le ha recuperate solo in parte.
Di solito lo sporco non è uguale su tutto l’impianto. Le file vicine alla strada o sotto gli alberi si sporcano prima delle altre, e a volte basta lavare quelle.
Prima la termografia: quali pannelli sono sporchi, e se conviene lavarli
Se l’impianto produce meno, la causa può essere lo sporco, un guasto o semplicemente un anno con meno sole. A occhio non si capisce: lo sporco che toglie resa spesso non si vede nemmeno dal drone. In termografia invece i moduli sporchi scaldano più degli altri, perché il guano e le strisce sul bordo basso fanno ombra su poche celle.


Per questo prima di un lavaggio facciamo la termografia. Dice quali moduli sono sporchi e quanto scaldano, quali hanno invece un guasto che l’acqua non risolve, e se il lavaggio conviene davvero o basta lavare qualche fila. Su quella copertura da 1.242 moduli, 17 anomalie su 36 si risolvevano con l’acqua: le altre andavano al manutentore elettrico.
Il lavaggio con drone
Usiamo acqua osmotizzata a pressione controllata, entro i limiti indicati dal costruttore dei moduli, e nessun detergente, così sui moduli non restano aloni e non c’è niente da smaltire. Il pilota sta a terra in un’area delimitata e nessuno lavora in quota. Su alcuni impianti conviene un lavaggio misto, con il drone sulle parti alte o difficili da raggiungere e il resto fatto da terra.
Per una stima sul tuo impianto c’è lo strumento ogni quanto pulire i pannelli. Rispondi a tre domande e ti dice quanto è probabile che lo sporco stia già togliendo resa.
Fonti
- Micheli, Deceglie, Muller (NREL), 2019.
- Fernández Solas et al., 2025.
- IEA PVPS, 2022 (con i dati di Haeberlin e Graf, 1998, e di Caron e Littmann, 2013); IEA PVPS, 2018.
- Cui et al., 2021.
- Massi Pavan, Mellit, De Pieri, 2011.
- Bessa et al., 2023.


